In Emilia Romagna, più precisamente in provincia di Ferrara, si trova uno dei manicomi più infestati d’Italia: l’ex ospedale psichiatrico infantile di Aguscello, detto anche il Manicomio di Aguscello, che al suo tempo ospitava bambini al di sotto dei tredici anni.
Scatti di Erika Artale📸
Nel 1933, la struttura venne trasformata in un ospedale che accoglieva principalmente malati di tubercolosi, e solo in seguito, nel 1940, venne ceduto alla Croce Rossa Italiana che lo trasformò in un istituto psichiatrico.
A differenza degli altri manicomi, questo fu destinato solamente alla cura dei bambini considerati ”difficili”.
Poche cose si conoscono effettivamente di quel che un tempo fu il Manicomio di Aguscello, ma si racconta che fosse gestito da alcune suore e che i bambini fossero vittime di supplizi e torture fisiche e psicologiche poco ortodosse, tipiche di quegli anni. Non c’era alcuna distinzione fra le varie patologie, e di conseguenza nemmeno fra le varie terapie, dunque le più gettonate erano l’elettroshock, la lobotomia e le immersioni in acqua ghiacciata.
Leggenda vuole che vi fosse anche una fosse comune in cui i corpi dei piccoli che non avevano retto ai duri e crudeli trattamenti venivano sepolti.
Scatti di Elisabetta Xsavar 📸
STORIE E RACCONTI SINISTRI CHE DA ANNI TORMENTANO AGUSCELLO
In un luogo così macabro e carico di energie come questo, non potevano che aleggiare infinite storie e leggende terrificanti.
La leggenda più diffusa riguardante l’ospedale è la storia del piccolo Filippo Erni. Il bambino sarebbe stato imprigionato in una stanza nel punto più alto dell’edificio, dopo aver ucciso alcuni suoi compagni dell’istituto.
La pesante ed agonizzante prigionia lo costrinse a tentare la fuga gettandosi dalla finestra, trovando la morte sul giardino esterno dell’edificio. In molti affermano che, nella notte, si possono ancora sentire i suoi piccoli e agili passi fra le stanze vuote dell’ospedale, e altri sostengono addirittura che il bambino biondo faccia girare la giostrina che un tempo si trovava nella cappella adiacente lo stabile centrale. Questa è la frase che è possibile leggere sul muro:
❝Chiunque faccia girare la giostrina, non riuscirà più a fermarla poiché le anime dei bambini giocheranno in eterno.❞
Scatti di Marco Romano 📸
Un’altra discussa leggenda che si conosce del Manicomio di Aguscello è quella che riguarda la sua improvvisa chiusura, negli anni ’70. Qualcuno parla di un incendio, appiccato probabilmente da un paziente o da una persona che era a conoscenza delle terribili cose che avvenivano all’interno della struttura, ma ad oggi non sono visibili tracce di fuliggine o fuoco, e ciò rende praticamente improbabile quest’ipotesi.
Altri parlano di un’epidemia che avrebbe ucciso tutti i bambini, e che sarebbero stati sepolti nella fossa comune a loro riservata.
L’ospedale sarebbe poi stato smantellato per occultare possibili prove e testimonianze di quanto accaduto in quei 30 lunghi anni di funzionamento e gestione della struttura.
A conoscere Aguscello sono sicuramente molti, tra personaggi di spicco nel mondo dell’internet e della televisione come ghosthunters o il noto programma Mistero, a urbexer o semplici curiosi. Pare che il famoso manicomio infestato in provincia di Ferrara sia anche stato oggetto di numerose visite da parte di sette o culti religiosi che hanno lasciato le loro tracce nel tempo. Sono infatti stati trovati dei resti ricollegabili ad un rituale, ma gli esperti ritengono che sia l’unica vera prova attendibile su cui basare questa inquietante teoria, e che il resto sarebbero solo messe in scena o rituali compiuti da inesperti.
Oggi, l’ex ospedale psichiatrico infantile di Aguscello versa in condizioni ancor più terribili, risultando completamente inagibile e pericolante, motivo per cui i suoi grandi e cigolanti cancelli sono stati chiusi definitivamente, e tutte le entrate sono state murate. Tutto il perimetro che circonda il manicomio, composto da erbacce alte ed alberi imponenti, è attualmente sommerso dalle telecamere di sorveglianza.
Scatti di Davide Ottavi 📸
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