UN ESPLORAZIONE DI THE URBEX CAFE.
Nell’articolo di oggi racconteremo la storia di una delle ville liberty più affascinanti del Piemonte, che ha visto passare da quelle mura diversi ospiti e proprietari.
Il nome del luogo in questione è Villa Minetta, soprannominata anche Villa del Vinaio o la Villa dell’uomo più ricco d’Italia, e sorge poco distante dal centro abitato, sulle prime colline che circondano un piccolo paesino nella provincia di Alessandria, protetta da ben 6 ettari di terreno incolto ma che assume comunque un certo fascino.

La storia di Villa Minetta è una storia di lunghi passaggi di proprietà, iniziata però nei primi del ‘900. Ma prima di quegli anni, la struttura era dotata di tutt’altre sembianze. A regalarle questa meravigliosa impronta classica, e questo aspetto lussureggiante visibile attualmente ai nostri occhi, fu l’imprenditore e parlamentare conte Edilio Raggio (1840-1906), definito appunto l’uomo più ricco d’Italia, che la disegnò a sua dimora urbana, caratterizzandola con quelli che ad oggi sono i suoi colori, bianco e rosa. Nonostante la morte del conte, avvenuta nel 1906 proprio all’interno della villa, la famiglia ha continuato a viverci fino al 1930, anno in cui si spostò nell’altra proprietà di Villa Lomellina. Durante la guerra, la villa è stata abitata da un generale italiano. A succederlo furono dei tedeschi, che utilizzarono la struttura come quartier generale, prima dell’arrivo dei soldati Americani. Intorno al 7 Settembre del 1877 pare che la prestigiosa villa fu anche dimora del re Vittorio Emanuele II e del principe Umberto di Savoia.
Andando avanti, a Villa Minetta arriva Giovanni Palmiri, detto anche il ”Diavolo Rosso”, rappresentante di una famiglia circense che si ritrovò in estreme difficoltà lavorative a causa della guerra. Il 17 Agosto 1947, il circense Palmiri esegue per la prima volta al mondo un numero sui cieli di Milano, mettendo in atto delle acrobazie appeso ad un trapezio attaccato ad un aereo in volo. Purtroppo, nel 1949, il Diavolo Rosso si ritrovò faccia a faccia con la morte a causa di un numero che lo fece precipitare da più di 20 metri di altezza sulla piazza di Mestre. La famiglia non tornerà più a Villa Minetta.
Scatti di Erika Artale📸
❝Le rovine del tempo costruiscono dimore nell’eternità.❞
William Blake, Lettere, XIX sec
Dopo i circensi, la proprietà passò alla famiglia Spinoglio, che diede finalmente nuova vita alla villa; nel parco venne fatta costruire una spaziosissima piscina, un campo da tennis con una struttura dotata di saune e spogliatori e le cantine nel seminterrato con una prestigiosa raccolta di bottiglie di vino artigianali.
Qualche tempo più tardi, però, anche la famiglia Spinoglio è costretta ad abbandonare l’abitazione, e la proprietà va all’asta. Pare che Dody Al Fayed si interessò dell’acquisto per poterla abitare insieme a Lady Diana.
CHE NE É OGGI DELLA VILLA DEL VINAIO?
Un bel po’ di tempo fa, all’interno della struttura, si svolse un ”house sale”, ovvero una sottospecie di asta in cui gli acquirenti hanno potuto ammirare e scegliere, direttamente lì dove si trovavano, tutti gli arredi, per poi comprarli. Tutto fu quindi venduto e portato altrove.
Oggi, la splendida villa è in stato completo di abbandono, e i 6 ettari di di parco non sono altro che un agglomerato di rovi ed erbacce alte centimetri che ostacolano anche la vista.
Video di Erika Artale📸
Durante la nostra esplorazione veniamo accolti da un gruppo di ragazzini che raccontano di essere visitatori frequenti della Villa del Vinaio, e ci tengono a mostrarci personalmente l’area boschiva in cui troveremo poi le famose strutture costruite dagli Spinoglio. Tra un rovo attorcigliato alle scarpe e un coccio di vetro mancato, il gruppo ci racconta delle loro piccole avventure avvenute proprio in questo luogo fatiscente, che, come affermato da loro, è frequentato da moltissimi personaggi più o meno bizzarri e pericolosi. Seguendoli e cercando di stare al passo, dietro alle loro biciclette, ci sentivamo un po’ come in un film di fantascienza americano dei primi anni 2000; l’entusiasmo per i giovanissimi cittadini del luogo di presentare questo bellissimo scenario ad alcuni dei tanti esploratori lo si poteva toccare con mano, ed era elevatissimo. Arriviamo dunque al centro di questo immenso parco, e ciò che ci troviamo davanti fa luccicare i nostri occhi; ecco la grande e colorata piscina, con il suo trampolino in pietra. Ci fermiamo a scattare qualche foto e a contemplare silenziosamente ogni dettaglio di quel meraviglioso sfondo, con i forti raggi del sole che battono sul nostro viso.
Scatti di Erika Artale📸
Prima di avventurarci all’interno della villa vera e propria, però, salutiamo il gruppetto molto simpatico di ragazzi che ci aveva tenuto compagnia fino a quel momento, raccomandandoli di fare estrema attenzione.
E’ così che volgiamo al cospetto dell’abitazione tanto bramata e tanto desiderata da tutti gli illustri della zona e non, che ci riceve già da subito con un dettaglio difficile da ignorare posto al lato destro del giardino: una cuccia verdastra ancora ben conservata con su scritto ”Leo”. Un tempo la facciata esterna della villa presentava anche delle statue che raffiguravano divinità greche.
Scatti di Erika Artale📸
Villa Minetta, esternamente, si presenta con una vivacità di colori e di forme entusiasmanti, anche se basta mettere un solo piede all’interno per notarne l’estremo degrado. L’ex abitazione di Raggio è molto pericolante, soprattutto il piano superiore, dove parte del pavimento è crollato, che risulta inaccessibile per la mancanza di scale. A questo problema, qualche esploratore ha trovato una soluzione ponendo una porta di grandi dimensioni tra un gradino e l’altro, che però non sembra reggere più di tanto. Il piano di sotto è ormai totalmente distrutto, con muri scorticati e centinaia di cocci e macerie di ogni genere sul pavimento, e l’unica cosa che sembra reggere sono le colonne in marmo poste al centro di quello che sembrava essere un grande salone. Alzando gli occhi non ci ritroviamo certo sotto un azzurro cielo stellato, anzi, tutt’altro. Quello che vediamo è un tetto pericolante e corroso dal tempo, ma che racchiude ancora la bellezza degli affreschi e dei dettagli in oro, una delle pochissime cose che i vandali e l’abbandono hanno risparmiato.
Scatti di Erika Artale📸
A questo punto decidiamo di esplorare la zona più chiacchierata dell’intera Villa del Vinaio, il seminterrato.
L’atmosfera cambia radicalmente, così come mutano i giochi di luci e ombre e l’immenso silenzio che ci avvolge e ci fa stare allerta. Anche l’aria diventa pesante, e riusciamo a respirare un profumo pungente di vino vecchio, e più tardi scopriremo il perchè.
Ci accorgiamo che, tra i tanti condotti sotto la villa ne è presente uno pieno zeppo di macchinari utili probabilmente per la casa, un tunnel sotterraneo chiuso, che si collegava al vecchio campo da tennis e alcuni bunker non più aperti e visitabili.
Ma la parte più interessante dell’intera villa è la cantina, da cui proveniva, appunto, quell’odore forte, piena zeppa di centinaia, se non migliaia, di bottiglie di vino piene artigianali, targate come ”Vino Barbera”. Tramite la porta accanto si ha accesso ad un’altra stanza , fatta di pietra e rivestita interamente di una carta da parati rossa, con tanto di bancone che fa pensare ad una sala degustazioni. Di fianco un’altra camera suggestiva con un forno, dove sembrerebbe siano stati svolti dei rituali recenti, e immediatamente dietro di noi la presenza di un cappio appeso al tetto che ci ha lasciati un po’ sbigottiti.
Scatti di Erika Artale📸
Su queste due sale sono parecchie le curiosità e le voci che girano, come ad esempio la quasi certezza che siano state adibite ad incontri tra personalità del mondo della massoneria. E la cosa non stupisce, se consideriamo chi fosse il primo proprietario e i successivi ospiti che hanno soggiornato a Villa Minetta. Moltissimi elementi, tra cui le doppie pareti e le strettoie costruite per raggiungere le stanze, fanno intendere che all’interno vi siano stati dei massoni.
Vista la tarda ora ed il quasi calar del sole decidiamo di congedarci, ma lasciamo a Villa Minetta un pezzo del nostro cuore e custodiamo con gelosia l’intensa esperienza e le profonde sensazioni provate.
La famosa Villa del Vinaio è sicuramente uno dei luoghi più distrutti e degradati, ma nasconde in realtà una bellezza immensa che non si può cogliere o comprendere solo tramite degli oggetti materiali, bisogna andare oltre.
Video di Erika Artale📸
A concludere la sua storia, a quanto pare, ci ha pensato l’industriale Valter Merletti, che nel 2004 ha deciso di acquistare la villa non riuscendo mai, però, a ristrutturarla.
Oggi la prestigiosa abitazione resta dunque, come spesso accade, un enorme scheletro dimenticato immerso nel verde cupo della natura.
LO SCOPO DELL’ARTICOLO IN QUESTIONE NON E’ IN NESSUN MODO
QUELLO DI INCORAGGIARE IL LETTORE O INVITARLO ALL’ESPLORAZIONE.
TUTTI I LUOGHI MENZIONATI ALL’INTERNO DI THE URBEX CAFE
SONO IN ROVINA E COSTITUISCONO SPESSO UN PERICOLO DI CROLLO.
CHI DECIDE DI AVVENTURARSI SE NE ASSUME
OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO.
LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS.


Questa villa è spettacolare💜